Come è possibile che l'Airbus A330, uno degli aerei di linea più tecnologicamente avanzati al mondo, completamente avvolto in mondo relazionato di sensori analogici e digitali, monitorabili attraverso sei schermi nella cabina di pilotaggio, dotato di un sistema di backup energetico a 4 livelli che in caso di fallimento di tutti e 4 i livelli prevede la fuoriuscita dall'aereo di un'elica del diametro di circa un metro per fornire energia eolica, i piloti a bordo non siano riusciti ad effettuare un SOS e l'A330 sia potuto letteralmente "scomparire" sull'atlantico? A questa domanda tutti gli stati coinvolti nelle ricerche stanno ancora cercando di rispondere, tentando di recuperare la "scatola nera" su un fondo oceanico che misura mediamente 5000 metri e dove le correnti possono arrivare ad 1 metro al secondo. La mancanza di richieste di SOS ha dato forza all'ipotesi di un'esplosione a bordo: quest'ipotesi risulta perfettamente compatibile con il fatto che il sistema di sicurezza dell'A330 sia virtualmente infallibile e che quindi la catena di sicurezza si sia interrotta con l'intromissione a bordo di un qualche dispositivo altamente esplosivo, ma cosa si deve cominciare a pensare quando i primi resti dell'Airbus ritrovati non mostrano alcun segno di bruciatura? Sono circa 30 i corpi ritrovati e nessuno di questi aveva acqua nei polmoni, segno che la morte è avvenuta prima dell'impatto con l'acqua. La prima scia di detriti ritrovata era disposta in un'area di circa 5 km, questo lascia presumere una normale velocità di crociera per l'A330, escludendo eventuali aggravanti del possibile guasto ad anormali andature. Tuttavia i sindacati in Francia stretti dalla morsa dell'opinione pubblica forzano Air France a sostituire tutti i sensori di velocità sui propri AirBus, quando ancora non è possibile formulare un'ipotesi credibile di cosa sia effettivamente successo.
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